|
|
Home > Crociere> Oriente> Costa crociere
|
DESCRIZIONE CROCIERA
|
|
Oriente Costa Deliziosa Dubai Emirati Arabi
|
|
ITINERARIO
|
 |
 |
DUBAI
Dubai indica sia uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti, sia la città più importante del medesimo emirato (che, raramente, viene anche indicata come Dubay City). Dopo la morte, avvenuta in Australia il 4 gennaio 2006, dello sceicco Maktoum bin Rashid Al Maktoum (che rivestiva pure le cariche di vice presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti), è diventato emiro di Dubai uno dei suoi fratelli minori, lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Dubai è, dopo Abu Dhabi, il secondo emirato del paese. La popolazione è stimata in 1.186.867 abitanti . Si trova sul Golfo Persico, a sud ovest di Sharjah e a nord est di Abu Dhabi (lat. 25°.15' N long. 55°.16' E). Si distingue dagli altri emirati in quanto soltanto il 10% del suo prodotto interno lordo è derivato da entrate collegate all'industria petrolifera. Le maggiori fonti di ricchezza di Dubai sono, infatti, la zona economica speciale di Jebel Ali ed il turismo, che è in costante crescita. Le prime testimonianze scritte della città di Dubai risalgono al 1799. Precedentemente, durante il XVIII secolo, si era stabilita nella zona la famiglia Al Abu Falasa, appartenente alla tribù Banu Yas. La città rimase dipendente da Abu Dhabi fino al 1833.
L'8 gennaio 1820 il decimo sceicco di Dubai fu tra i firmatari di un trattato di pace sponsorizzato dai britannici (the General Maritime Treaty). Nel 1833, la famiglia Al Maktoum, appartenente alla tribù Bani Yas, lasciò Abu Dhabi e prese il controllo di Dubai "senza resistenza". Da quel momento, il nuovo emirato di Dubai mantenne relazioni difficili con il vicino emirato di Abu Dhabi. Un tentativo dei pirati Qawasim di prendere la città venne sventato. Nel 1835, Dubai e gli altri emirati siglarono una tregua marittima con il Regno Unito. Due decenni più tardi, sempre con i britannici venne firmata una "Tregua perpetua". Con un accordo del 1892, Dubai divenne protettorato britannico, tutelandosi così contro le mire dell'Impero Ottomano. Dubai, come quattro degli emirati vicini (Abu Dhabi, Ras al-Khaimah, Sharjah e Umm al-Qaiwain) aveva infatti una posizione strategica sulle rotte per l'India e ciò interessava molto all'Impero Britannico. Nel marzo 1892, a seguito degli accordi, gli emirati vennero quindi denominati Stati della Tregua. A differenza dei loro vicini, gli emiri di Dubai incoraggiarono il commercio ed i traffici. La città ed il suo porto richiamarono un gran numero di uomini d'affari, soprattutto indiani, che si stabilirono nell'emirato. Fino agli anni Trenta del XX secolo, la città fu conosciuta per le sue esportazioni di perle. Dopo la svalutazione della Rupia nel 1966, Dubai si unì al Qatar, appena indipendente, per dare corso ad una nuova moneta, il riyal. Importante fu la scoperta del petrolio, a 120 chilometri dalla costa. Il 2 dicembre 1971, dopo il disimpegno britannico dal Golfo Persico, Dubai costituì gli Emirati Arabi Uniti assieme ad Abu Dhabi e ad altri cinque emirati. Nel 1973, Dubai e gli altri emirati adottarono una moneta comune, il dirham.
|
MUSCAT
Nonotaste la notevole popolazione, che la rende la città più grande del sultanato, Muscat è ben pianificata e molto estesa (copre un area di circa 1500 km²). A causa di ciò gran parte della città è vuota e aperta a sviluppi futuri. Ci sono distretti ad alta concentrazione residenziale e commerciale, collocati in zone ben precise. Questi possono essere raggruppati in tre settori principali: Muscat è una delle città più vecchie del Medio Oriente. È conosciuta fin dal II secolo. Circa 1.400 kg di franchincenso venivano trasportati ogni anno per nave dall'Arabia Meridionale alla Grecia, a Roma e nel Mediterraneo. Il centro di questo commercio era un luogo chiamato Khour Rouri, che i greci chiamavano "Muscat". La prima presenza straniera a Muscat fu quella dell'esploratore portoghese Vasco da Gama, che sbarcò nell'Oman sulla strada per l'India. Il portoghese tornò nel 1507 per saccheggiare e catturare Muscat. Nel 1649, l'Imam Sultano bin Saif sconfisse i portoghesi e li cacciò verso est a Goa (India). Con le superiori navi da guerra catturate ai portoghesi, l'Imam fondò un impero che si estendeva da Zanzibar a sud, a Guadar in Pakistan ad est. Schiavi vennero fatti giungere da Zanzibar e dal Balochistan per lavorare nell'Oman o per essere venduti altrove. Questo du un periodo di relativa stabilità e prosperità per Muscat e l'Oman. La nazione venne fatta a pezzi da lotte e ribellioni alla morte dell'Imam, nel 1679. Muscat venne quindi invasa dai persiani nel 1737, anche se per poco, poiché Ahmad bin Said li sconfisse e venne successivamente eletto Imam. Nel 1803, i Wahabiti dell'Arabia Saudita attaccarono l'Oman, ma vennero respinti da Sayyid Said bin Sultan. Il sultano creò quindi una colonia nelle zone fertili di Zanzibar e in pratica governò l'Oman da un isola straniera. Successivamente, nel 1853, il Sultano trasferì il titolo di "capitale" dell'Oman a Zanzibar. Iniziò così il declino delle fortune di Muscat e Oman.
Nel 1913, il Taimur bin Faisal divenne Sultano e il territorio venne ribattezzato "Muscat e Oman", con il Sultano che governava Muscat e l'Imam che governava l'Oman. Dopo l'indipendenza indiana nel 1947, il Sultano, con l'aiuto dei britannici, sconfisse l'Imam e unificò gran parte dell'Oman, prendendo il controllo delle oasi di Buraimi.
Nel 1964 inizio la guerra di Dofar, che cercava l'espulsione dei britannici dall'Oman. Sei anni dopo, il Principe Qabus bin Said, figlio del Sultano Taymur, inscenò un colpo di palazzo e reclamò il trono. Il vecchio Sultano venne fatto fuggire a Londra dalla Royal Air Force. Il colpo di stato, portato avanti dal Principe Qabus con al suo fianco il suo amico e confidente Tim Landon, fu l'inizio di un nuovo e moderno sultanato. Il Sultano Qaboos bin Said istituì riforme sociali e territoriali, e benché in maniera autocratica, governò l'Oman con una visione liberale che vide un miglioramento complessivo degli standard educativi dei suoi cittadini, uno sviluppo culturale ed economico, e un consolidamento globale del sultanato. Gli Omaniani costituiscono circa il 60% della popolazione locale. Muscat ha una notevole popolazione di immigrati, principalmente lavoratori e lavoratori specializzati provenienti dal subcontinente indiano, dal Sudan, dall'Egitto e da altre nazioni del GCC.
L?arabo è la lingua ufficiale dello stato. swahili, inglese, hindi e malayalam sono diffuse. L'Islam è l'unica religione ufficiale dello stato. Il 75% della popolazione sono Musulmani Ibadi. Esistono piccole minoranze di hindu e cristiani.
|
AL FUJAIRAH
I sette emirati sono Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujairah, Ras al-Khaimah, Sharjah e Umm al Qaiwain. Coprono una superficie complessiva che corrisponde più o meno a quella del Portogallo. L'emirato di Abu Dhabi copre l'85 per cento della superficie totale; l'emirato più piccolo, Ajman, misura soltanto 250 km2. Negli ultimi trenta anni gli Emirati Arabi Uniti sono riusciti a costruire un'immagine di progresso e modernità in tutto il Medio Oriente con l'obbiettivo comune sin dalla loro fondazione di diventare un polo economico, turistico e commerciale nell'intera regione. Oltre al petrolio è stato il settore turistico a contribuire di più allo sviluppo del Paese. Abu Dhabi e Sharjah sono stati promossi come destinazione di turismo culturale, Dubai promuove il turismo con la presenza di alberghi di lusso e centri commerciali di altissimo livello. Inoltre, la possibilità di acquistare la proprietà privata nel settore immobiliare a Dubai, introdotta solamente nel 2002, costituisce senza dubbio un ulteriore passo per favorire l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo del turismo internazionale: in teoria non solo grandi gruppi, ma anche singole persone possono acquistare immobili. E' solo una questione di prezzo. In questo eclettico e moderno contesto Fujairah è l'emirato più giovane del Paese: si trova di fronte al Golfo di Oman e costituisce il miglior punto di partenza per esplorare la costa orientale, considerata la parte più bella del paese, e soprattutto per trascorrere qualche momento di vero relax e pace in una tipica cittadina araba. La città vanta un museo che ospita mostre archeologiche ed etnografiche, una parte antica dall'aspetto quasi spettrale e un forte che risale a trecento anni fa. Si può trovare il tempo per fare anche qualche acquisto: prodotti tipici dell'artigianato locale sono i monili in argento e oro, i tappeti e le stoffe. Nei bazar si possono trovare prodotti occidentali come hi-fi, computer, macchine fotografiche a prezzi molto competitivi. Bithna, 12 km a nord-ovest di Fujairah, ha diversi siti archeologici, tra cui la Tomba della Camera Lunga, che si crede fosse una tomba comune, oltre a un forte di grandi dimensioni. Poco lontano, al confine con l'Oman, si trova Dibba, antica località il cui nome ricorre frequentemente nella storia islamica. Qui ebbero luogo le grandi battaglie delle guerre Ridda tra gli eserciti musulmani e alcune tribù e città fedeli al Profeta, ma che si erano schierate contro dopo la sua morte. La vittoria dei musulmani a Dibba, avvenuta nel 633 d.C., segna la fine della conquista musulmana dell'Arabia. Oggi la curiosità è che i tre villaggi di mare che in pratica formano Dibba, appartengono ognuno a un governatore diverso (Fujairah, Sharjah e Oman). Sharjah é il terzo emirato per estensione e puó offrire al visitatore attento alcuni spunti interessanti come la più grande moschea, il museo archeologico, il museo di storia naturale e l'immancabile suq. Sharjah è diventata solo nell'ultimo decennio una meta importante nel settore turistico. Sempre a nord troviamo Ras al-Khaimah, l'emirato più settentrionale del paese, un vero paradiso naturale, ricco di zone verdeggianti circondate dal mare, dal deserto e dalle montagne.
|
ABU DHABI
Abu Dhabi o Abu Zaby è il più grande dei sette emirati che compongono dal 1971 gli Emirati Arabi Uniti, nel sud-est del Golfo Persico. In passato è stato un antico protettorato britannico, ma ottenne piena sovranità il 2 dicembre 1971. La sua superficie è di 73.548 km² e ha una popolazione di 928.300 abitanti. Dal 4 novembre 2004 il Presidente degli Emirati Arabi Uniti è lo sceicco di Abu Dhabi Khalifa bin Zayed Al Nahayan. L'economia dell'emirato si basa quasi esclusivamente sull'industria petrolifera, sfuttado i suoi giacimenti scoperti nel 1959. Produce annualmente circa 100 milioni di tonnellate di petrolio.
|
|
BARHAIN L'arcipelago del Bahrain, situato presso la costa orientale della penisola arabica è formato da una trentina di isole del Golfo Persico, costituite in massima parte da banchi sabbiosi e barriere coralline. Dal punto di vista climatico la regione è contraddistinta da estati estremamente calde con (media a luglio oltre i 35 gradi) e inverni miti (a gennaio la media è 17 gradi). Non piove praticamente mai. Salito alla ribalta delle cronache mondiali da poco tempo - grazie al petrolio e alla Formula Uno, con il Gran Premio che si corre dal 2004 a Manama, la capitale - il Bahrain ha in realtà un storia molto più antica, risalente alle origini della civiltà umana. L'arcipelago era abitato dall'uomo fin dall'epoca preistorica. Nel III millennio avanti Cristo era sede dell'impero commerciale di Dilmun, che sopravvisse per circa 2000 anni. L'epopea di Gilgamesh descriveva l'isola principale come un vero paradiso, dove gli eroi avevano il dono della vita eterna, mentre secondo alcuni studiosi in Bahrain sorgeva il biblico Giardino dell'Eden. Nel corso dei secoli la regione fu conquistata dai Greci e poi ancora dagli Arabi. Nel XVI secolo furono i Portoghesi ad impadronirsi del Bahrain e a utilizzare le isole come scalo per i loro commerci. Nel secolo successivo vi fu la dominazione persiana e tra il 1810 e il 1970 l'arcipelago fu un protettorato britannico. Nel 1971 fu il primo Paese del Golfo Persico a raggiungere l'indipendenza. A partire dagli anni settanta iniziò anche il forte sviluppo economico e finanziario legato alle grandi risorse petrolifere. Oggi il Bahrain è un paese che concilia alla perfezione la storia millenaria con la modernità e il progresso ed è particolarmente attrattivo per i turisti. Nella capitale Manama merita una visita il Museo Nazionale, una moderna costruzione in cui si ripercorrono i 7000 anni di storia del Bahrain, con particolare attenzione alla sviluppo della cultura e della tradizione islamica, della scrittura e delle grafie arabe. Alla Bait al-Qur'an, la Casa del Corano, si possono ammirare splendidi manoscritti islamici e soprattutto, come è facile intuire dal nome, una vasta collezione di Corani, alcuni dei quali risalgono addirittura al VII secolo. Chi conosce l'arabo e vuole provare a leggere alcuni versi del libro sacro scritti su un chicco di riso non può fare a meno di una lente d'ingrandimento. A Manama, come nel resto del Paese, la religione islamica è presente un po' ovunque, e naturalmente anche nelle numerose moschee: quella di Al-Khamis, il cui nucleo originario è databile al 692 d. C. è un bellissimo esempio di architettura religiosa. La Moschea di Al-Fatih, che è la più grande di tutto il Bahrain e può essere visitata anche dai non musulmani, è invece un gigantesco edificio capace di accogliere fino a 7000 fedeli. Un altro interessante esempio di architettura araba è il Forte Arad, costruito nel XVI secolo e uno dei più begli esempi di ingegneria militare dell'epoca. Come in tutti i paesi islamici un ruolo fondamentale nella vita della città è ricoperto dai suk, i mercatini dove è possibile comprare di tutto con l'immancabile rito della contrattazione. I prodotti più venduti sono gli articoli di elettronica, l'oro e l'argento, l'abbigliamento e tutti i prodotti tipici dell'artigianato locale. A un paio di km da Manama si può visitare Qal'at Al-Bahrain, noto anche come Portoguese Fort, il principale sito archeologico del paese. Gli scavi, iniziati alla metà del secolo scorso, portarono alla luce il forte costruito su una collina formata dalle rovine di città antiche, e proseguono ancora oggi. Sono stati infatti scoperti ben sette livelli archeologici differenti che risalgono alle diverse fasi del passato della città: il primo risale a circa il 2800 avanti Cristo, all'inizio dell'epoca Dilmun, di questo periodo è anche il Tempio di Ad-Dira. Nelle vicinanze è interessante anche il sito archeologico di Barbar, un complesso di templi risalenti al II e al III millennio dedicati a Enki, il dio della saggezza.
|
DUBAI
Dubai indica sia uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti, sia la città più importante del medesimo emirato (che, raramente, viene anche indicata come Dubay City). Dopo la morte, avvenuta in Australia il 4 gennaio 2006, dello sceicco Maktoum bin Rashid Al Maktoum (che rivestiva pure le cariche di vice presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti), è diventato emiro di Dubai uno dei suoi fratelli minori, lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Dubai è, dopo Abu Dhabi, il secondo emirato del paese. La popolazione è stimata in 1.186.867 abitanti . Si trova sul Golfo Persico, a sud ovest di Sharjah e a nord est di Abu Dhabi (lat. 25°.15' N long. 55°.16' E). Si distingue dagli altri emirati in quanto soltanto il 10% del suo prodotto interno lordo è derivato da entrate collegate all'industria petrolifera. Le maggiori fonti di ricchezza di Dubai sono, infatti, la zona economica speciale di Jebel Ali ed il turismo, che è in costante crescita. Le prime testimonianze scritte della città di Dubai risalgono al 1799. Precedentemente, durante il XVIII secolo, si era stabilita nella zona la famiglia Al Abu Falasa, appartenente alla tribù Banu Yas. La città rimase dipendente da Abu Dhabi fino al 1833.
L'8 gennaio 1820 il decimo sceicco di Dubai fu tra i firmatari di un trattato di pace sponsorizzato dai britannici (the General Maritime Treaty). Nel 1833, la famiglia Al Maktoum, appartenente alla tribù Bani Yas, lasciò Abu Dhabi e prese il controllo di Dubai "senza resistenza". Da quel momento, il nuovo emirato di Dubai mantenne relazioni difficili con il vicino emirato di Abu Dhabi. Un tentativo dei pirati Qawasim di prendere la città venne sventato. Nel 1835, Dubai e gli altri emirati siglarono una tregua marittima con il Regno Unito. Due decenni più tardi, sempre con i britannici venne firmata una "Tregua perpetua". Con un accordo del 1892, Dubai divenne protettorato britannico, tutelandosi così contro le mire dell'Impero Ottomano. Dubai, come quattro degli emirati vicini (Abu Dhabi, Ras al-Khaimah, Sharjah e Umm al-Qaiwain) aveva infatti una posizione strategica sulle rotte per l'India e ciò interessava molto all'Impero Britannico. Nel marzo 1892, a seguito degli accordi, gli emirati vennero quindi denominati Stati della Tregua. A differenza dei loro vicini, gli emiri di Dubai incoraggiarono il commercio ed i traffici. La città ed il suo porto richiamarono un gran numero di uomini d'affari, soprattutto indiani, che si stabilirono nell'emirato. Fino agli anni Trenta del XX secolo, la città fu conosciuta per le sue esportazioni di perle. Dopo la svalutazione della Rupia nel 1966, Dubai si unì al Qatar, appena indipendente, per dare corso ad una nuova moneta, il riyal. Importante fu la scoperta del petrolio, a 120 chilometri dalla costa. Il 2 dicembre 1971, dopo il disimpegno britannico dal Golfo Persico, Dubai costituì gli Emirati Arabi Uniti assieme ad Abu Dhabi e ad altri cinque emirati. Nel 1973, Dubai e gli altri emirati adottarono una moneta comune, il dirham.
|
|
|
INTERNI NAVE
|
 |
 |
|
|
|
|
 |
|
| |
 |
 |
 |
|
| I NOSTRI CLIENTI DICONO: |
|
SUSANNA scrive: |
| Operatrici disponibili e attente alle esigenze del cliente. |
|
DENYS scrive: |
| tutto ok! consigliato! grazie |
|
CRESCENZO scrive: |
| E' stata una vacanza bellissima!!
Ho avuto più di quanto mi aspettassi!
Peccato che la mia richiesta di un'ulteriore settimana non sia stata accolta!
|
| Leggi gli altri commenti |
|
|
|
|